Mario Schifano
(1934, Homs – 1998, Roma)
Biografia
Mario Schifano (Homs, 1934 – Roma, 1998) è una figura centrale dell’arte italiana del secondo Novecento e tra i principali protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo.
Trasferitosi a Roma nel dopoguerra, inizia la propria attività come restauratore, sviluppando un rapporto diretto con la materia pittorica. All’inizio degli anni Sessanta definisce un linguaggio autonomo che trova una prima espressione nelle celebri tele monocrome, superfici essenziali che segnano il superamento dell’Informale e introducono una nuova relazione tra pittura e immagine.
Nel 1962 partecipa alla mostra The New Realists presso la Sidney Janis Gallery di New York, entrando in dialogo con la scena internazionale della Pop Art. La sua ricerca mantiene tuttavia una posizione autonoma, in cui segni, loghi e immagini della cultura di massa vengono rielaborati in chiave pittorica.
A partire dagli anni Settanta integra fotografia, cinema e immagini televisive, sviluppando un linguaggio in cui gesto pittorico e riproduzione si sovrappongono. L’opera si configura come una riflessione continua sulla trasformazione dell’immagine nella contemporaneità.
Attraverso una pratica in costante evoluzione, Mario Schifano ridefinisce il ruolo della pittura nel rapporto con i media, affermandosi come figura centrale nel panorama europeo.
Musei e Collezioni
Le opere di Mario Schifano sono conservate in importanti musei, istituzioni pubbliche e collezioni private internazionali, a testimonianza del riconoscimento critico della sua ricerca nel panorama dell’arte del secondo Novecento.
Tra le principali istituzioni figurano il Museo del Novecento, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il Centre Georges Pompidou e il Museum of Modern Art.
La presenza di Schifano in contesti museali europei e americani riflette il ruolo centrale della sua opera nella ridefinizione del linguaggio pittorico in relazione ai media e alla cultura visiva contemporanea.
La selezione presentata da Antonio Damiani Galleria offre uno sguardo coerente sulla ricerca di Mario Schifano, evidenziando il rapporto tra pittura e immagine mediatica.
Le opere testimoniano una pratica in cui la superficie si configura come schermo visivo, capace di assorbire e trasformare i linguaggi della contemporaneità, ridefinendo il ruolo della pittura nel secondo Novecento.
Opere
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Collezione Privata
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Mario Schifano | Mercato, posizionamento e valore
Mario Schifano occupa una posizione centrale nel mercato dell’arte italiana del secondo dopoguerra, come protagonista della Pop Art italiana e figura chiave nella ridefinizione del rapporto tra pittura e immagine.
Le opere più rilevanti appartengono ai primi anni Sessanta, in particolare i monocromi, nei quali l’artista definisce un linguaggio essenziale fondato su superficie, segno e immagine. A questa fase si affiancano i cicli successivi, tra cui i Paesaggi TV, che introducono una riflessione sul ruolo dei media nella percezione contemporanea.
All’interno della produzione, assumono particolare importanza la qualità pittorica, la chiarezza del ciclo di appartenenza e la coerenza con le fasi storiche della ricerca. Data la varietà e ampiezza dell’opera, la verifica archivistica e la presenza nei cataloghi ragionati risultano fondamentali per la corretta attribuzione.
Il mercato di Mario Schifano è caratterizzato da una domanda consolidata e internazionale, sostenuta dalla rilevanza storica e dalla riconoscibilità del linguaggio, con un posizionamento stabile e selettivo.
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