Visioni d'interno e orizzonti metafisici
"Le salon bleu" (2025) prosegue l'indagine di Mickaël Doucet sulla rappresentazione di interni intesi come spazi di sospensione temporale. In quest'opera, il rigore geometrico della stanza — definita da pareti blu indaco — dialoga con l'apertura sconfinata del paesaggio marino. La presenza di elementi simbolici come il bonsai, le sculture e il richiamo del "quadro nel quadro" trasforma l'ambiente domestico in un tempio della memoria e del collezionismo colto.