Pino Pascali - Galleria Antonio Damiani

Pino Pascali

(1935, Bari – 1968, Roma)

Biografia

Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968) è tra le figure più radicali e innovative dell’arte italiana del secondo dopoguerra e protagonista centrale dell’Arte Povera.

Dopo gli studi in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, sviluppa una sensibilità visiva legata alla messa in scena e alla dimensione ambientale, influenzata anche dal lavoro nel campo della televisione e della pubblicità.

A partire dai primi anni Sessanta elabora un linguaggio fondato sull’uso di materiali poveri e industriali — terra, acqua, gommapiuma, metallo — costruendo opere che si configurano come dispositivi percettivi e ambientali.

Le serie delle Armi e degli Animali finti introducono una riflessione sul rapporto tra realtà e artificio, mentre lavori come 1 metro cubo di terra e 1 metro cubo di acqua ridefiniscono il concetto di scultura come esperienza e misura.

Nel 1967 entra nel nucleo dell’Arte Povera, condividendo una ricerca orientata verso materia, spazio e processo, pur mantenendo una posizione autonoma per intensità immaginativa e dimensione simbolica.

La sua ricerca, interrotta prematuramente nel 1968, rappresenta uno dei contributi più significativi alla trasformazione della scultura contemporanea.

Musei e Collezioni

Le opere di Pino Pascali sono conservate nei principali musei e collezioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e lo Stedelijk Museum di Amsterdam.

In Italia, lavori dell’artista sono presenti presso il MAXXI, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il Castello di Rivoli e il Museo Madre.

La presenza nelle principali istituzioni museali conferma il ruolo centrale della sua ricerca nella trasformazione della scultura contemporanea.

La selezione presentata da Antonio Damiani Galleria offre uno sguardo coerente sulla ricerca di Pino Pascali, evidenziando il rapporto tra materia, spazio e dimensione ambientale.

Le opere testimoniano una pratica in cui elementi naturali e materiali industriali costruiscono un linguaggio che ridefinisce il concetto di scultura nel secondo Novecento.


Opere

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Pino Pascali | Mercato, Posizionamento e Valore

Pino Pascali occupa una posizione centrale nell’arte italiana del secondo dopoguerra come protagonista dell’Arte Povera e figura determinante nella ridefinizione della scultura contemporanea.

Nel mercato risultano particolarmente rilevanti le opere realizzate tra il 1965 e il 1968, periodo in cui l’artista definisce il proprio linguaggio attraverso materiali naturali e industriali e una forte dimensione installativa.

La valutazione delle opere è legata a fattori quali appartenenza alle serie principali, qualità esecutiva, provenienza e documentazione, elemento fondamentale considerando la natura sperimentale dei materiali.

La rarità delle opere e la brevità della carriera contribuiscono a un mercato stabile e altamente selettivo, con un forte riconoscimento a livello internazionale.