Roberto Crippa - Galleria Antonio Damiani

Roberto Crippa

(1921, Milano – 1972, Bresso)

Biografia

Roberto Crippa (Milano, 1921 – Bresso, 1972) è una figura centrale dell’arte italiana del secondo dopoguerra e protagonista dello Spazialismo.

Dopo la formazione all’Accademia di Brera, si avvicina all’astrazione e nel 1949 firma il Manifesto dello Spazialismo promosso da Lucio Fontana, entrando nel nucleo dei principali interpreti del movimento.

A partire dai primi anni Cinquanta sviluppa il celebre ciclo delle Spirali, segni dinamici tracciati su superfici monocrome o materiche, che esprimono una visione dello spazio come energia in movimento.

Parallelamente, la sua ricerca si amplia verso sperimentazioni tridimensionali e materiche, con cicli come i Totem e le Superfici lunari, nei quali introduce materiali industriali, rilievi e combustioni.

Nel corso della sua attività espone in importanti contesti internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, contribuendo alla diffusione dell’arte spazialista.

Il lavoro di Roberto Crippa rappresenta una delle ricerche più originali nell’ambito dell’astrazione italiana, con un linguaggio fondato su segno, ritmo e materia.

Musei e Collezioni

Le opere di Roberto Crippa sono conservate in musei e collezioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA), la Tate Modern, il Centre Pompidou e il Solomon R. Guggenheim Museum.

In Italia, lavori dell’artista sono presenti presso il Museo del Novecento, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e il Castello di Rivoli.

La presenza in istituzioni museali conferma la rilevanza della sua ricerca nel contesto dello Spazialismo e dell’astrazione italiana.

La selezione presentata da Antonio Damiani Galleria offre uno sguardo coerente sulla ricerca di Roberto Crippa, evidenziando il rapporto tra segno, spazio e materia.

Le opere testimoniano una pratica in cui il gesto si configura come energia visiva, contribuendo alla definizione di una nuova dimensione della pittura nel secondo Novecento.


Opere

Roberto Crippa | Mercato, posizionamento e valore

Roberto Crippa occupa una posizione rilevante nell’arte italiana del secondo dopoguerra come protagonista dello Spazialismo e interprete di una ricerca basata sul segno e sulla materia.

Nel mercato risultano particolarmente rilevanti le opere degli anni Cinquanta legate al ciclo delle Spirali, che rappresentano il nucleo fondativo del suo linguaggio.

Assumono inoltre interesse i lavori successivi caratterizzati da una maggiore sperimentazione materica, in cui la superficie si arricchisce di rilievi e strutture tridimensionali.

La valutazione delle opere è legata a fattori quali periodo, qualità del segno, complessità materica, stato di conservazione e provenienza documentata.

La presenza in collezioni pubbliche e la coerenza della ricerca contribuiscono a un mercato solido e consolidato nel contesto dell’arte italiana del Novecento.