Ritratto di Achille Perilli nel suo studio, esponente dell'Astrattismo Geometrico e Gruppo Forma 1.

Achille Perilli

(1927, Roma – 2024)

Biografia

Achille Perilli (Roma, 1927 – 2024) è stato uno dei principali protagonisti dell’astrazione italiana del secondo dopoguerra e una figura centrale nello sviluppo della pittura astratta in Europa. La sua ricerca si fonda sull’esplorazione della forma, della geometria e dello spazio come sistemi dinamici e aperti.

Fin dagli anni della formazione entra in contatto con gli ambienti artistici e intellettuali romani, sviluppando un forte interesse per l’astrazione e per la riflessione teorica sull’arte. Nel 1947 è tra i fondatori del gruppo Forma 1, con cui contribuisce all’affermazione di un linguaggio basato sul rigore formale e sull’autonomia della forma.

Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta sviluppa una ricerca pittorica caratterizzata da strutture geometriche articolate, linee spezzate e campiture cromatiche intense. In queste opere la dimensione razionale si intreccia con una componente immaginativa, dando origine a quello che viene definito come una “geometria fantastica”.

Attraverso una pratica coerente e riconoscibile, Perilli costruisce un linguaggio pittorico fondato su ritmo, tensione visiva e trasformazione continua della forma. La sua opera rappresenta uno dei contributi più originali all’evoluzione dell’astrazione europea nel secondo Novecento.

Musei e collezioni

Le opere di Achille Perilli sono conservate in importanti musei e collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Museum of Modern Art di New York, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, il Museo del Novecento di Milano, il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e il Museo d'Arte Contemporanea di Lissone. Le sue opere sono inoltre presenti in numerose collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

La selezione presentata da Antonio Damiani Galleria offre uno sguardo coerente sulla ricerca di Achille Perilli, evidenziando il ruolo della geometria come struttura aperta e dinamica. Le opere testimoniano una pratica pittorica in cui rigore formale e immaginazione si intrecciano in un linguaggio visivo complesso e riconoscibile.


Opere

Achille Perilli | Mercato, Posizionamento e Valore

Achille Perilli occupa una posizione rilevante nell’arte italiana del secondo dopoguerra come protagonista dell’astrazione geometrica e membro fondatore del gruppo Forma 1. La sua ricerca si sviluppa a partire dalla fine degli anni Quaranta all’interno di una riflessione teorica sull’autonomia della forma e sul rapporto tra struttura geometrica e immaginazione. Nel corso dei decenni Perilli elabora un linguaggio pittorico riconoscibile, spesso definito come “geometria fantastica”, caratterizzato da moduli irregolari, linee spezzate e campiture cromatiche intense che costruiscono composizioni dinamiche e complesse.

Nel mercato dell’arte risultano particolarmente rilevanti le opere realizzate tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, periodo nel quale la ricerca dell’artista raggiunge una piena maturità formale. Le opere di questi anni presentano una struttura compositiva articolata e una forte tensione ritmica tra segno e colore, elementi che costituiscono uno degli aspetti più riconoscibili della pittura di Perilli.

La corretta collocazione cronologica delle opere e la relazione con le principali fasi della produzione artistica rappresentano fattori determinanti nella loro valutazione. Particolare attenzione è spesso rivolta alla provenienza, alla documentazione espositiva e alla presenza dell’opera in pubblicazioni o cataloghi.

Le quotazioni di Achille Perilli variano in funzione del periodo di realizzazione, della qualità compositiva e della provenienza dell’opera. I lavori degli anni Sessanta e Settanta costituiscono generalmente il segmento più significativo del mercato, mentre opere di altri periodi presentano fasce di valutazione differenti in relazione alla loro collocazione nella ricerca dell’artista.