Collezione: Michele Zaza
"Introduzione a Michele Zaza"
Michele Zaza (Molfetta, 1948) occupa una posizione di assoluto rilievo nella ricerca concettuale internazionale. Zaza indaga il confine tra l'identità individuale e l'infinito cosmico, costruendo una mitopoiesi universale dove il pane, la terra e il volto diventano icone di una liturgia laica e atemporale. Questa ricerca profonda lo ha portato a ridefinire il concetto di "ritratto", inteso non come cronaca di un soggetto, ma come architettura del pensiero puro. Il rigore della sua analisi lo ha consacrato tra i grandi maestri del secondo Novecento, garantendogli una presenza costante nelle massime istituzioni museali mondiali, dal Centre Pompidou alla Tate Modern.
Biografia di Michele Zaza
Nato a Molfetta nel 1948, Michele Zaza si trasferisce a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, diplomandosi nel 1970. In un periodo dominato dalle tensioni oggettuali dell'Arte Povera e dal rigore analitico del Concettualismo, Zaza sceglie una strada solitaria e profondamente introspettiva. La sua ricerca non punta all'esterno, alla cronaca o alla materia grezza, ma si rivolge all'interno, verso una "mitologia familiare" che diventa chiave di lettura dell'intero universo. A partire dai primi anni Settanta, Zaza trasforma lo spazio domestico in un tempio rituale. Il coinvolgimento dei genitori (la madre e il padre) nelle sue sequenze fotografiche non ha finalità affettive o documentaristiche; essi diventano icone sacerdotali, attori di una liturgia laica che celebra il legame tra terra e cielo. Opere storiche come Cristologia (1972) e Mimesi (1975) utilizzano elementi primordiali — il pane, la terra, l'ovatta — per costruire una narrazione che trascende il dato reale. Il pane non è alimento, ma simbolo di esistenza; la terra è l'origine e il destino. Uno degli elementi più distintivi della produzione di Zaza è l'uso del pigmento bianco steso sul volto. Questa operazione di "mascheramento" non serve a nascondere, ma a rivelare un'identità atemporale. Ricoprendo di bianco il proprio viso o quello dei genitori, Zaza annulla le contingenze storiche e personali per far emergere l'essere nella sua purezza ontologica. È un richiamo alla statuaria classica e, al contempo, un'evocazione di una dimensione onirica e astratta, dove il corpo umano si fa architettura del pensiero. Verso la fine degli anni Settanta, la ricerca di Zaza si apre a una spazialità ancora più vasta. Con cicli come Naufragio euclideo (1977), l'artista indaga il fallimento della logica razionale di fronte all'infinito. Negli anni successivi, la sua tavolozza concettuale si arricchisce: il passaggio dal bianco e nero rigoroso dei primi lavori a una gestione pittorica e simbolica del colore (il blu, il rosso, l'oro) segna l'approdo a una dimensione cosmica. Il "Cielo abitato" diventa il luogo dell'anima, dove l'immagine fotografica si fa preghiera visiva e ricerca di un'armonia perduta tra l'umano e il divino. Il rigore intellettuale di Michele Zaza lo ha portato a partecipare alle più importanti rassegne internazionali. Invitato alla 5ª Biennale di Parigi (1967) giovanissimo, consolida la sua fama con le partecipazioni alla Biennale di Venezia (1980, 2011) e a Documenta 6 di Kassel (1977). Le sue opere sono oggi conservate nei santuari dell'arte contemporanea, dal Centre Pompidou di Parigi alla Tate Modern di Londra, a testimonianza di un linguaggio che, pur partendo da un piccolo borgo del Sud Italia, ha saputo parlare una lingua universale, metafisica e profondamente necessaria.
Contenuto comprimibile
Michele Zaza nei musei del mondo
Tate Modern, Londra
Centre Pompidou, Parigi
Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi
MoMA – Museum of Modern Art, New York
Walker Art Center, Minneapolis
National Museum of Art, Osaka
Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM), Roma
Museo d’Arte Contemporanea di Castello di Rivoli, Torino
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Bologna
Mostre personali e collettive
Principali Mostre Personali
- 2014 – Michele Zaza: Opere storiche 1970-1975, Galleria Giorgio Persano, Torino
- 2011 – Michele Zaza: In-visibile, Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro
- 2001 – Michele Zaza, Galleria Nazionale d'Arte Moderna (GNAM), Roma
- 1981 – Michele Zaza, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi
- 1977 – Michele Zaza, Kunsthalle, Basilea
- 1976 – Michele Zaza, Galerie Yvon Lambert, Parigi
- 1974 – Michele Zaza, Galleria Lucio Amelio, Napoli
Principali Mostre Collettive
- 2023 – Di erbe e di fiori, Castello di Miradolo, San Secondo di Pinerolo
- 2011 – IlluminaZioni, 54ª Biennale di Venezia, Venezia
- 1980 – L'arte degli anni Settanta, 39ª Biennale di Venezia, Venezia
- 1977 – Documenta 6, Kassel
- 1975 – IX Biennale de Paris, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi
- 1973 – Contemporanea, Parcheggio di Villa Borghese, Roma (a cura di Achille Bonito Oliva)
Michele Zaza continua oggi a rappresentare un ponte tra la realtà fisica e la dimensione spirituale dell'arte. La sua opera è una testimonianza necessaria della capacità dell'immagine di farsi preghiera laica e indagine filosofica. Antonio Damiani Galleria è lieta di presentare una selezione curata di opere dell'artista, garantendo l'eccellenza e la storicità di ogni pezzo proposto.
Michele Zaza: Analisi di Mercato, Storicizzazione e Valore Concettuale
Michele Zaza è una figura cardine della fotografia concettuale europea. La sua opera si concentra sulla trascendenza e sulla ritualità, rendendolo un artista di riferimento per il collezionismo istituzionale internazionale.
I Driver di Valore: Le Sequenze Storiche e il Rigore Formale
Le opere di massimo valore sono le sequenze fotografiche (spesso articolate in più fotogrammi) realizzate negli anni '70. Sono particolarmente ricercati i lavori che documentano i primi riti domestici e le serie in cui l'uso del pigmento bianco definisce la cifra stilistica dell'artista. Il valore è determinato dalla rarità del ciclo storico, dalla qualità della stampa vintage e dalla forza del messaggio filosofico contenuto nella sequenza.
Autenticità e Garanzie: Documentazione e Archiviazione
Trattandosi di un artista storicizzato e presente nei massimi musei del mondo, la certificazione si basa su una rigorosa tracciabilità. La Galleria Damiani tratta esclusivamente opere dotate di curriculum espositivo e documentazione filologica certificata. La sicurezza dell'acquisizione è garantita dalla verifica della provenienza e dalla conformità agli archivi ufficiali dell'artista.
Dalla Consulenza Specialistica alla Vendita
Il mercato di Zaza è solido e rivolto a un collezionismo colto. Puoi ottenere una valutazione esperta e riservata o per richiedere una consulenza specialistica sull'inserimento di un'opera di Michele Zaza nella propria collezione.
Opere disponibili di Michele Zaza
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